Il Museo Primo Piano Secondo Piano
Il Museo della ceramica di Deruta
Il Piano Terra
 
 
Sala delle terrecotte
 
Piano terra

Una consistente produzione utilitaria di terrecotte invetriate era in passato diffusa in tutto il territorio dell’Umbria e in particolare nei centri con maggiore vocazione produttiva. Deruta fra questi, dove talvolta dalla stessa bottega provenivano sia vasi dipinti che brocche e pentole di terracotta come riportato nei documenti d’archivio. Che vi fosse contiguità tra la produzione di maioliche e quella di terrecotte è evidente dagli stessi esemplari raccolti in questa sala le cui decorazioni, seppure semplici e realizzate a ingobbio con l’aggiunta di tocchi di verde ramina, ripropongono le decorazioni a girali o a embricazioni che, più raffinate e complesse, tante parte ebbero nella ceramica policroma derutese. Questi elementi decorativi consentono, per raffronto, una datazione, se anche approssimata, poiché le forme, proprio perché legate all’uso, raggiunto un grado di collaudata funzionalità, si sono mantenute immutate per secoli.


Sala dei Maestri del Novecento    
 

Nelle due sale che aprono la visita al Museo sono esposte alcune opere pittoriche su maiolica degli più significativi artisti derutesi attivi fra la fine dell’Ottocento e i primi decenni circa del Novecento: Angelo Micheletti (Perugia 1855-Deruta 1901), Alpinolo Magnini (Deruta 1877-1953), Ubaldo Grazia (Deruta 1887-1961), David Zipirovic (Kershan 1855-Mosca 1946).
L’opera di questi artisti contribuì significativamente a riprendere e rinnovare, con gusto prevalentemente storicista, la grande stagione rinascimentale della maiolica derutese. Non si trattò solo di copie ingegnose del passato, ma anche di un lavoro di recupero e reinterpretazione dei motivi decorativi classici. Tra i temi preferiti, il ritratto, sovente ripreso da grandi opere della pittura classica.


Foto piatto
  La sala didattica          
Foto interno
Sono esemplificate le tecniche di produzione della maiolica, dalle diverse tipologie di argille alle fasi di lavorazione, della maiolica, del lustro, della ceramica ingobbiata e graffita, e, infine, dei procedimenti di restauro normalmente impiegati.
          Sala dei frammenti e della maiolica arcaica
Una campionatura di frammenti provenienti da ritrovamenti occasionali in loco testimoniano, con un rapido excursus la produzione e le diverse tipologie decorative derutesi fra il XIV e il XVIII secolo. L’analisi ceramologica e lo studio comparativo dei frammenti, raccolti fin dalle origini del museo alla fine dell’Ottocento, è elemento insostituibile per la ricostruzione della storia della ceramica e l’attribuzione delle opere incerte. Le prime espressioni della ceramica derutese sono poi documentate dai manufatti in maiolica arcaica databili alla seconda metà del XIV secolo, raccolti in una vetrina di questa sala. Si tratta di oggetti d'uso, quali catini, scodelle, panate, boccali e piatti, decorati con motivi geometrici, geometrico-floreali, e, talvolta, con raffigurazioni zoo e antropomorfe o con simbologie sacre.
Questa produzione, simile a quella coeva di altri centri umbri appartiene al genere della cosiddetta "maiolica arcaica", termine entrato convenzionalmente in uso nella letteratura specialistica per contraddistinguere un tipo di ceramica rivestita da una coperta vetrificata a base stannifera sul quale sono tracciate decori in verde-ramina e bruno di manganese, prodotta in epoca tardo-medioevale nell'Italia centro-settentrionale. Caratteristiche di questo vasellame sono, inoltre, la realizzazione al tornio in unica soluzione, cioè senza rifinitura finale, e, per quanto riguarda Deruta, uno smalto di fondo sottile e tendente al grigio dato a risparmio nelle sole parti riservate alla decorazione.


Frammento
  Sala dei depositi      
 
Deposito
Una torre metallica organizza in quattro livelli una immensa sala destinata ai depositi e ai frammenti, di cui è consentita la visita. In questa sala sono le ceramiche apule della collezione Magnini, il campionario ex CIMA-Maioliche Deruta, le ceramiche d’artista delle diverse edizioni del Premio Deruta, della collezione Deruta 2000, del Multiplo d’artista in Maiolica (1980).
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